Ogni quanto Ricaricare un Condizionatore

I condizionatori sono macchinari che non richiedono una gran manutenzione. A parte la pulizia dei filtri dello split interno, operazione banale che tutti possono effettuare da soli con semplicità, un elettrodomestico del genere potrebbe essere lasciato così com’è per decine di anni senza nessun tipo di intervento. Si parla però spesso di ricarica del condizionatore. Molti, erroneamente, pensano che a periodi prestabiliti, dopo un lavoro intenso, il condizionatore debba essere ricaricato. Si tratta di un falso mito, cerchiamo di capirne di più e di sfatare alcune leggende.

All’interno del circuito di refrigerazione del condizionatore c’è una gas. Serve per il processo di raffreddamento, non stiamo qui ora a spiegarne il funzionamento nei dettagli. Quando compriamo il condizionatore lo stesso è già “precaricato” con questo gas. Di solito si usa l’R410, poco tossico rispetto al vecchio R407C utilizzato su modelli economici.Daikin per i nuovi modelli utilizza anche l’R32, ancora meno dannoso rispetto all’R410. La precarica che si trova all’interno di un condizionatore nuovo può andar bene anche per installazioni che prevedono una distanza fino a 4-5 metri tra split e motore esterno. Il tecnico arrivato per installare il condizionatore quindi non dovrà far altro che creare il “vuoto” all’interno del circuito con il gas già all’interno del sistema.

ricarica_condizionatore

 

Quando è necessario ricaricare il condizionatore?

Mai. La risposta è semplice e banale. Il gas scorrerà sempre all’interno del circuito senza nessun tipo di intervento. Se il sistema funziona non avremo bisogno di nessuna ricarica. Se si perde il gas dovrebbe accendersi un campanello di allarme. Significa che all’interno delle tubazioni c’è una microfessurazione o una perdita nelle manichette. Cosa lo ricarichiamo a fare il condizionatore se poi riperderemo il gas a causa di queste perdite? Un climatizzatore può essere ricaricato quando è stato smontato e dovrà essere poi rimontato, ad esempio un condizionatore usato da rivendere.

Quindi cerchiamo prima dov’è che il condizionatore perde gas e poi lo ricarichiamo, a meno che non vogliamo andare avanti per l’estate in via d’urgenza e se le fessurazioni sono minime possiamo aspettarci anche anni di autonomia.

Quanto costa una ricarica:
a noi tanto, all’installatore poco. Un chilo di R410, sufficiente per un impianto casalingo con un split, costa circa 6-7 euro + iva, di più l’R407C che è fuori commercio perchè considerato tossico.Per una ricarica però , compreso intervento a casa, chiedono 80-100 euro più iva, di più sarebbe un furto.

Conclusioni
diffidate da chi propone interventi di manutenzione ordinaria per un rabocco di gas e pulizia. La pulizia potete farvela da soli seguendo le istruzioni, si tratta di aprire lo split, smontare i filtri e toglierci la polvere e poi rimontarli. La ricarica si fa se ci sono perdite e se ci sono perdite va ricontrollato l’impianto. Potete ricaricare se ci sono perdite veramente minime e quindi volete tirare avanti un altro po’, anche qualche anno, ma sappiate che prima o poi quel gas si disperderà in maniera completa nell’aria.

2 thoughts on “Ogni quanto Ricaricare un Condizionatore

  1. Salve, il mio condizionatore è molto “fiacco” non condiziona più come una volta, soprattutto quando fuori fa molto caldo non ce la fa a raffreddare la casa. Ho chiamato dei tecnici, nella zona di Roma, e sono intervenuti facendo una ricarica.
    Effettivamente le cose sono andate meglio nei primi 15 giorni, dopodichè il condizionatore è tornato alle condizioni di prima, ovvero fiacco. Cosa potrebbe essere? Il condizionatore è rotto? Preciso che ho speso 90 euro per la ricarica.
    grazie

    • Maria Elena, probabilmente l’impianto, le tubazioni che collegano split e motore esterno hanno delle piccole fessurazioni che perdono il gas. E’ inutile fare una ricarica se prima non si controlla lo stato del sistema. Succede che tu fai una ricarica e dopo un po’di giorni va persa perchè fuori esce
      dai tubi. I tecnici dovrebbero controllare lo stato delle “cartelle” e delle giunture ed eventualmente sostituirle, dopodichè fare una prova per controllare se ci sono ancora perdite di gas.

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